Esami di alta diagnostica: la chiave per una diagnosi accurata


Gli esami di alta diagnostica sono strumenti fondamentali per la prevenzione, la diagnosi e il monitoraggio di numerose patologie o condizioni. Tecniche come TC, risonanza magnetica, ecografia, mammografia, endoscopia ed esami di medicina nucleare (come la PET) permettono di ottenere immagini dettagliate del corpo umano e di individuare precocemente eventuali anomalie. La scelta dell’esame più adatto spetta sempre al medico, in base ai sintomi e alla storia clinica del paziente.

Prendersi cura della propria salute è fondamentale. Si può farlo seguendo uno stile di vita corretto, ma anche attraverso un monitoraggio costante delle proprie condizioni fisiche, grazie a controlli medici periodici. Gli esami di alta diagnostica rivestono un ruolo essenziale in tal senso: vengono infatti prescritti per indagare la causa di un disturbo, individuare patologie o verificare l’andamento di una terapia.

Scopriamo insieme, dunque, gli esami di alta diagnostica più comuni, a cosa servono e come si svolgono.

Mai più rimandarsi

Scopri la polizza Base – Prevenzione e check-up

Cosa sono gli esami di alta diagnostica?

Sono definite di alta specializzazione diagnostica quelle prestazioni che necessitano di figure professionali specifiche o di una strumentazione tecnologica avanzata.

Si tratta di esami cruciali per la diagnosi e la prevenzione di molte malattie, e gli italiani sembrano esserne consapevoli. Come evidenziato dai risultati del primo rapporto sulla radiologia in Italia condotto da Censis per SIRM (Società Italiana di Radiologia Medica e Interventistica), circa l’86% degli italiani ritiene gli esami di diagnostica per immagini essenziali per permettere al medico di giungere a una diagnosi corretta e per decidere le terapie più adeguate. 

Quali sono gli esami di alta diagnostica?

Dalla TC alla PET, ecco gli esami di alta specializzazione diagnostica più conosciuti, a cosa servono e le loro modalità di svolgimento.

TC (Tomografia Computerizzata)

La Tomografia Assiale Computerizzata (TAC) – oggi chiamata TC (Tomografia Computerizzata) – è una tecnica di diagnostica per immagini. Si tratta di un esame radiologico che impiega raggi X (radiazioni ionizzanti) per esaminare vari distretti corporei ed è utile nei casi in cui si sospetta la presenza di lesioni, ischemie, emorragie o neoplasie. Può essere indicata per individuare un tumore, per esaminare le arterie coronarie, l’apparato urinario, ma anche il sistema nervoso centrale e il grosso intestino (in questo caso tramite colonscopia virtuale). Può essere usata anche in caso di urgenze dopo ischemie, emorragie o embolie polmonari. 

Per lo svolgimento della TC la persona deve distendersi su un lettino che si sposta in orizzontale all’interno del gantry, la struttura a forma di anello che rappresenta la fonte di raggi X. Per tutta la durata della procedura il paziente deve restare fermo e seguire le istruzioni dello specialista. In certi casi, per una visualizzazione più dettagliata può essere impiegato un mezzo di contrasto

fizkes/gettyimages.it

Radiografia (RX)

Anche la radiografia utilizza raggi X per ottenere immagini dello scheletro o di alcuni organi. Può essere prescritta per diagnosticare patologie come artrite e artrosi, studiare lesioni polmonari o altri disturbi a carico dei polmoni come pleuriti e broncopolmoniti, verificare condizioni come perforazioni e calcoli in sede addominale. È inoltre impiegata in ambito odontoiatrico. L’esame può essere svolto in posizioni diverse a seconda del caso e della zona da esaminare. Richiede un abbigliamento adeguato e la rimozione di gioielli e oggetti metallici dalla parte del corpo da sottoporre a RX.

Risonanza magnetica 

La risonanza magnetica è una metodica che consente di catturare immagini del corpo umano usando campi magnetici, senza raggi X. Permette di esaminare articolazioni, scheletro e organi interni. Per questo motivo, può essere utilizzata per la diagnosi di molteplici disturbi, dall’ambito ortopedico e traumatologico a quello neurologico e neurochirurgico, dalla cardiologia fino all’urologia e all’oncologia

Per svolgere l’esame il paziente deve stendersi su un lettino che scorre all’interno del macchinario, una sorta di tunnel aperto alle estremità che genera il campo magnetico. Anche in questo caso è necessario che la persona resti ferma per tutta la durata della procedura e può essere previsto l’utilizzo di un mezzo di contrasto. 

Ecografia

L’ecografia è un metodo diagnostico che si avvale di ultrasuoni per ricavare immagini di parti del corpo come organi, vasi sanguigni, strutture tendinee, muscolari e ghiandole. Non permette di esaminare, invece, le strutture ossee. L’esame può essere svolto per diverse esigenze, ad esempio per visionare organi all’interno dell’addome e della pelvi o per studiare tiroide e linfonodi del collo, l’apparato muscolare, le arterie e le vene.

La procedura prevede l’applicazione di un gel sulla pelle del paziente, in corrispondenza dell’area da esaminare, per favorire la trasmissione delle onde sonore. Successivamente, si fa scorrere una sonda sulla zona, così da acquisire le immagini. In certi casi, come accade con l’ecografia transvaginale, l’ecografia viene fatta internamente. 

fizkes/gettyimages.it

Ecocolordoppler

L’ecocolordoppler è un tipo specifico di ecografia che consente di visionare i vasi sanguigni e il flusso sanguigno al loro interno. Viene utilizzata per esaminare o tenere sotto controllo problemi di carattere vascolare ma anche per rilevare lesioni di tipo aterosclerotico, ossia placche che bloccano il flusso di sangue. Grazie a questo esame, infatti, è possibile conoscere la velocità e la direzione del flusso ematico, rilevando la presenza di malattie che, sebbene non causino sintomi particolari, con il passare del tempo possono diventare gravi o addirittura fatali. 

Mammografia

La mammografia è un esame che si avvale di radiazioni ionizzanti e riveste un ruolo importantissimo nella diagnosi precoce del tumore al seno. Permette di individuare lesioni tumorali anche di piccole dimensioni e può essere prescritta in seguito alla palpazione di un nodulo al seno oppure ad altri indizi che meritano di essere indagati più a fondo. La mammografia rientra tra gli esami di screening del Sistema Sanitario Nazionale, pensati per rilevare un possibile tumore quando è in fase iniziale. Prevede l’utilizzo di un apparecchio radiologico – il mammografo – che proietta sul seno un fascio di raggi X. 

Per le donne che hanno meno di 40-45 anni generalmente viene consigliata l’ecografia, perché a questa età la densità della ghiandola mammaria può rendere la mammografia più difficile da leggere. 

Endoscopia

L’endoscopia è una metodica che consente di visionare strutture e organi interni. Lo strumento utilizzato per eseguirla si chiama “endoscopio”, ha l’aspetto simile a un tubo e in genere viene introdotto nell’organismo attraverso un’apertura naturale, come la bocca o l’ano. Le immagini, catturate grazie alla luce e alla piccola videocamera posizionate all’estremità dell’endoscopio, sono trasmesse allo schermo di un computer, in modo che il medico possa visualizzarle in tempo reale. Tra le procedure più comuni di questo genere ci sono quelle rientranti nell’ambito dell’endoscopia digestiva – di cui fanno parte gastroscopia e colonscopia – utili per diagnosticare le principali patologie a carico dell’apparato digerente, ma anche per rilevare e prevenire tumori che possono colpire questa parte del corpo. 

PET 

Il termine PET – acronimo di Positron Emission Tomography – sta a indicare la tomografia a emissione di positroni, tecnica diagnostica appartenente alla medicina nucleare, utilizzata soprattutto in ambito oncologico ma anche in settori differenti. Rappresenta un tipo di scintigrafia, anch’essa appartenente alla medicina nucleare, e in oncologia trova impiego sia per la diagnosi sia per il monitoraggio degli effetti di una terapia.

La PET è una procedura non invasiva che si esegue mediante la somministrazione di un radiofarmaco. In genere si usa una sostanza presente nell’organismo, come il glucosio, che viene legata a una molecola radioattiva (le radiazioni emesse da questi medicinali vengono eliminate piuttosto rapidamente). Una volta in circolo, il farmaco ha la capacità di accumularsi solo nelle cellule di interesse per l’esame, evidenziando così la presenza di eventuali patologie. Il modo in cui si distribuisce viene rilevato dall’apparecchio utilizzato, il tomografo.

Come si è visto, gli esami di alta diagnostica sono molteplici e hanno tutti l’obiettivo di consentire una diagnosi accurata. Chiaramente sarà il medico, a seconda del caso, a prescrivere la procedura più adeguata per il paziente in base al problema riscontrato, alla patologia da indagare, alle condizioni fisiche della persona. Per favorire l’accesso a queste metodiche, può essere vantaggioso affidarsi a servizi come le soluzioni UniSalute Per Te, che permettono di usufruire di tariffe scontate in una vasta serie di centri convenzionati.

 

Prenditi cura della tua salute con i moduli base UniSalute Per Te

gpointstudio/gettyimages.it

Le domande più frequenti dei pazienti

Cosa si intende per esami di alta diagnostica?
Si tratta di esami che necessitano di professionalità specifiche e tecnologie avanzate per ottenere immagini dettagliate del corpo o informazioni funzionali sugli organi. Sono fondamentali per rilevare la causa di disturbi, diagnosticare patologie o monitorare terapie.

Qual è la differenza tra TC e risonanza magnetica?
La TC utilizza raggi X (radiazioni ionizzanti) ed è particolarmente utile in situazioni di urgenza o per studiare ossa e polmoni. La risonanza magnetica, invece, sfrutta campi magnetici e non impiega radiazioni, risultando più indicata per l’analisi di tessuti molli, articolazioni e sistema nervoso.

Gli esami di diagnostica per immagini sono dolorosi?
Nella maggior parte dei casi no. Si tratta di esami non invasivi o minimamente invasivi.

Quando è necessario usare il mezzo di contrasto?
Il mezzo di contrasto viene utilizzato in alcuni esami (come TC o risonanza magnetica) per migliorare la visibilità di organi, vasi sanguigni o eventuali lesioni. La sua somministrazione viene valutata dal medico in base al tipo di indagine.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Commenti sul post

    Nessun commento